L’articolo “Con le direttive appalti torna l’idea di Euro SOA: non solo prequalifica UE per lavori e forniture, ma anche possibile leva per il ‘buy Europe’ “, a cura dell’Avv. Stefano de Marinis, pubblicato il 30.03.2026 su DiarioDIAC

Numerose iniziative che vedono in campo anche il mondo universitario variamente rappresentato[1], rilanciano il tema della verifica ex ante dei requisiti di accesso delle imprese alle gare per l’affidamento dei contratti pubblici nell’ottica, estesa all’Europa, della semplificazione delle procedure e della riduzione dei relativi costi amministrativi.

L’occasione è l’aggiornamento in corso a Bruxelles delle direttive comunitarie su appalti, concessioni e settori speciali, dove il punto potrebbe senz’altro essere ripreso. (…)

Se ne parlerà anche oggi in un convegno sulle direttive organizzato dall’IGI e da PIARC Italia alla Sapienza. La questione non è nuova; già esplorata molti anni fa nel più ristretto contesto degli appalti di lavori può tornare oggi d’attualità in una lettura più ampia, financo in chiave “buy Europe”, partendo dall’Italia; nel tempo trascorso, infatti, il sistema nazionale di qualificazione basato sulle attestazioni rilasciate da apposite società, investite per legge di tale compito e funzione, ha acquisito specifica valenza e know how utilizzabile su larga scala.

Per la storia, già nel maggio del 1995 la Commissione di Bruxelles aveva assegnato al CEN e, per la parte degli impianti elettrici al CENELEC, specifico mandato (M084) per la predisposizione di due standard tecnici finalizzati a introdurre un sistema di qualificazione delle imprese di costruzione, valevole a livello europeo e gestito da organismi di certificazione con carattere di terzietà operanti su base nazionale.

Le due Commissioni Tecniche costituite per adempiere al compito assegnato (TC/330 per il CEN e TC/218 per il CENELEC) hanno operato fino al 2002, mettendo a punto due articolate bozze di standard che contemplavano tutti gli aspetti connessi quali la nomenclatura applicabile, i requisiti tecnici e finanziari della qualificazione, le caratteristiche degli organismi deputati ad attestare gli operatori richiedenti, oltre alla modulistica utilizzabile in tutte le fasi del processo di qualificazione.

La bozza di standard del CEN, da considerarsi principale per la relativa portata generale, messa a punto fin dal 1998, non fu mai definitivamente approvata per il voto finale contrario di alcuni Paesi; oggi, facendo tesoro delle pregresse esperienze e anche in considerazione del tempo trascorso, delle esperienze maturate sul campo e, soprattutto, del mutato contesto geopolitico, gli ostacoli di allora potrebbero essere, con la dovuta attenzione, superati.

All’epoca le questioni più ostiche si erano rivelate soprattutto quelle del valore dell’attestazione come condizione necessaria ma non sufficiente, o meno, per la partecipazione alle gare e la qualificazione per fasce d’importo.

Generalmente condivisa, viceversa, era la strutturazione operativa dell’attività degli organismi nazionali di qualificazione, tenuti tutti a operare con procedure e tempistiche comuni per la gestione delle attestazioni, a prevedere strumenti interni di riesame delle decisioni di contenuto negativo sulle richieste di qualificazione e ad assoggettarsi ad organismi di certificazione di natura terza, idonei a garantire la corretta applicazione dello standard (inclusa la modulistica utilizzabile).

Oggi, la necessità del rafforzamento dell’industria europea, da considerare non più solo riferita al settore delle costruzioni, potrebbe dunque trovare specifica ragion d’essere nell’estensione, a livello europeo, della buona prassi costituita dal sistema nazionale delle SOA; ciò in uno con il più tradizionale approccio basato sul notevole contributo alla semplificazione dei processi di gestione delle singole gare che siffatto sistema, anche grazie all’opzione digitale di cui è parte, può offrire.

Il tutto a condizione di proporre un metodo e un specifica capacità operativa, più che la soluzione italiana al sotto tema della qualificazione nel campo dei lavori, abbracciando nell’opzione comunitaria dell’Euro SOA l’intera industria e puntando sull’attestazione di una “prequalifica”, non di un documento necessario e sufficiente per concorrere alle gare, opzione questa che potrebbe rimanere in piedi come semplice variante nazionale avanzata.

 

 

[1]Completing the Puzzle of European Public Procurement Reform: Towards a European System of Supplier Qualification? Studio della John Hokpins School of Advanced International Studies, Politecnico di Milano, Ghent Univeristy patrocinato da Soa Cqop con il supporto di Johns Hopkins University, Politecnico di Torino e Ghent University. Università La Sapienza, Convegno 30 marzo 2026, Le future direttive UE appalti: la Consultazione della Commissione: contributi pervenuti, un confronto con gli altri paesi: intervento Qualificazione europea, semplificazione, sistema di attestazione per gli operatori nei settori dei servizi e le forniture e sistema di qualificazione per i settori speciali (Prof. Pasquale Rosato, Politecnico di Milano).



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